Nardò

Distanza: 13 km, 18 minuti.

Il toro raffigurato nello stemma cittadino ricorda la leggenda della sua fondazione secondo la quale sarebbe stato questo animale ad indicare il punto esatto in cui far sorgere la città. Mare, storia e cultura: ecco come potremmo sintetizzare questo percorso nel territorio di Nardò. Con i suoi 23 chilometri di costa, che includono il Parco naturale di Portoselvaggio e la baia di Uluzzo, le marine di Nardò (Santa Caterina, Santa Maria al Bagno e Sant’Isidoro) offrono un paesaggio naturale suggestivo, un mare limpido e pulito, una costa incontaminata che alterna tratti di scogliera a picco sul mare o più bassi e frastagliati, a distese sabbiose.

E’ senza dubbio suggestivo immergersi in un percorso tra Torri costiere, delle quali si segnala in particolar modo Torre del Fiume, comunemente nota come Quattro Colonne, Torre di Santa Caterina, Torre Santa Maria dell’Alto, Torre S. Isidoro, Torre Squillace, e masserie fortificate. La città di Nardò vanta una bellissima Piazza Salandra, circondata da edifici barocchi con archi, balconi, logge, portali con decori. Fra tutto colpisce in particolar modo, la Guglia dell’Immacolata, innalzata nel 1769 come ringraziamento per lo scampato pericolo del terremoto. Sempre nella piazza si possono ammirare il Palazzo di Città, sede della Pretura, il Sedile, la settecentesca chiesa di San Trifone, in onore del santo che liberò la città da un’invasione di vespe. Nella vicina omonima piazza, è situata la chiesa di San Domenico, maggior monumento barocco di Nardò.

meritano una visita il Parco e il Castello dei duchi Acquaviva d’Aragona, oggi sede municipale, la chiesa di Santa Chiara, annessa a un monastero francescano, la chiesa di Santa Maria della Purità, annessa al Conservatorio, e poi la chiesa di Sant’Antonio da Padova. Il principale tempio cittadino è la Cattedrale, che risale probabilmente a una chiesa fondata da monaci bizantini. Nel territorio di Nardò, a due chilometri dal paese, si può visitare la cripta di Sant’Antonio Abate, suggestivo esempio di struttura ipogea con affreschi bizantini.

Acque limpidissime e scogliere selvagge nella sottostante baia di Uluzzo, uno dei punti più affascinanti del Parco, istituito nel 1980 su un terreno sottoposto nel 1952 a un programma di rimboschimento e salvaguardia. Tra le innumerevoli grotte e cavità naturali, la più conosciuta è la grotta del Cavallo, dove sono state rinvenute tracce umane risalenti al Paleolitico.