San Simone

San Simone
Piazza e Chiesa di San Biagio

La frazione residenziale di Sannicola

San Simone è una frazione del comune di Sannicola in provincia di Lecce.
Sorge sulla strada che collega Tuglie a Sannicola. Un tempo i centri urbani di San Simone e Sannicola erano nettamente separati e distavano circa 2 km. Attualmente i due paesi risultano sostanzialmente uniti fra loro.
Il centro prende il nome dalla chiesetta di San Simone, presente già nel 1664 e recentemente restaurata e ridata a nuova vita.
Tra il X e XI secolo l’area oggi occupata da San Simone e Sannicola rimase spopolata e i Monaci Basiliani fondarono in quel luogo i loro Eremi in seguito alle persecuzioni dell’imperatore d’Oriente Leone III Isaurico. A difesa del borgo la torre, la cui terrazza presenta alcune feritoie con due posti di osservazione e di difesa usata per il lancio di pietre, di acqua e di olio bollente. Nel lato di ponente si addossa al fabbricato un grazioso portico con archi acuti di epoca medioevale, che conferiscono alla costruzione un elegante aspetto di vero e proprio fortilizio guerresco.

La più remota origine, quindi, va ricercata tra il X e XII secolo percorrendo la storia degli Stabilimenti Basiliani. In prossimità di uno di questi stabilimenti si andarono raggruppando le abitazioni dei contadini dando vita a quell’agglomerato che poi, fu chiamato San Simone. Che il villaggio sia abbastanza antico è dimostrato dalla presenza di una torre di difesa contro le invasioni dei Turchi, attacchi frequenti nel territorio di Gallipoli, nel corso dei secoli XVI e XVII. Tale torre è ubicata a pochi metri dalla cappella di San Simone sita in Piazza Mercato, il luogo che ospitava l’appuntamento fieristico del 28 ottobre (ricorrenza del Santo) e oggi svolto a Sannicola, il Comune capoluogo e centro che, nel corso dei decenni, ha goduto di uno sviluppo demografico ed economico più ampio.

Dagli archivi storici risalenti al XVII secolo si apprende, con fiero stupore, che gli abitanti di San Simone vivevano fin oltre gli 80 anni di età. Tale longevità, è da attribuirsi non solo alla robustezza fisica della razza, ma anche ad un metodo di vita sano e, soprattutto, alla salubrità dell’aria che ha reso San Simone luogo di cura indicato dai medici. Si parlò addirittura di costruire, nelle immediate adiacenze della collina, un ospedale con annessa casa della salute.

Ma San Simone si estende in un’area più ampia; infatti, a poca distanza dalla cappella e dal castello, vi è un trappeto ipogeo (frantoio scavato nella roccia) che risulta risalire al 1696, stando all’iscrizione incisa sul muro. Stessa data è riportata sul frontespizio di un’abitazione sita in Via Grumisi. La zona, quindi, è stata abitata sin dai tempi antichi e sicuramente è stata luogo di villeggiatura di aristocratiche famiglie residenti a Gallipoli.

San Simone che nel corso dei decenni ha visto l’aumento della popolazione tanto da avvertire la necessità di costruire una più ampia chiesa parrocchiale, la prima pietra della quale fu posta il 3 Dicembre 1911. La chiesa è stata intitolata a San Biagio, uno dei quattordici Santi Ausiliari, cioè patroni in diverse malattie. Il Santo fu intercessore per la guarigione dalla difterite che causò la morte per soffocamento di molti bambini tra il 1890 e il 1891. La Parrocchia fu istituita negli anni Venti e primo arciprete fu don Giuseppe Imperiale.
A San Simone ci sono anche due Case Religiose: il Monastero delle Carmelitane Scalze e il Convento dei Frati Minori, (Oasi Francescana).
Il Monastero claustrale è stato fondato da Madre Carmela, Maddalena Caterina Aida Piccino, di Gallipoli, avendo ricevuto, nel 1912, la lettera dalla nobildonna francese, Maria Toussaint, la quale chiedeva preghiere, per ottenere, tramite l’intercessione di Teresa di Lisieux, una tanto desiderata grazia e prometteva di devolvere le proprie sostanze per un’opera religiosa Suor Carmela le fece sapere che era suo desiderio erigere un Monastero, intitolandolo a Teresa di Lisieux, per ricordare il famoso miracolo concesso al Monastero di Gallipoli per sua intercessione. Pertanto, nel 1921, portandosi verso villa Ravenna, presso San Simone, per la edificazione del nuovo Monastero, avvenne che prima di giungervi, a poca distanza, avvertendo un intenso profumo di incenso, ebbe subito l’ispirazione di acquistare quel suolo per la costruzione del Monastero e non più la villa Ravenna.
Così il 10 maggio del 1923 fu deposta la prima pietra del Monastero e Madre Carmela, con la sua comunità, ne prese possesso il 29 maggio del 1931.
L’altra casa religiosa di San Simone è l’Oasi Francescana fondata il 23 Novembre del 1913 abitata dai Frati Minori per circa ottanta anni.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale la popolazione di San Simone si aggirava intorno ai 1200 abitanti; aveva avvertito forte il sentimento del patriottismo come dimostrato dal Monumento ai Caduti, oggi gli abitanti di San Simone sono poco più di 800. La popolazione è diminuita dagli anni ’60 per l’emigrazione e ciò ha portato a un mutamento economico, infatti se l’economia , nella prima metà del XX secolo, era prevalentemente basata sull’attività agricola (si produceva grano, biada, legumi, vino, olio e fichi), oggi vede una prevalenza di ortaggi, olio e vino. Soprattutto i vigneti offrono un prodotto di ottima qualità e gli ulivi secolari stupiscono per le loro forme e la squisitezza dell’olio.