Salento e dintorni

Le bianche spiagge e le città di interesse storico e artistico sono le mete ambite dai turisti provenienti da tutto il mondo.
In questa sezione ti proponiamo un pizzico di Salento, alcune tra le spiagge e località balneari più conosciute, e solo alcune località e mete turistiche facilmente raggiungibili, poco distanti dal nostro B&B e a pochi minuti d’auto.

A fondo di questa pagina trovi dei link utili relativi al territorio. Buon Viaggio…

Il territorio Salentino

Il Salento

Il Salento, noto anche come Penisola Salentina, si estende nella parte meridionale della Puglia, tra il Mar Ionio ad ovest e il mare Adriatico ad est. L’area comprende l’intera provincia di Lecce, la parte centro meridionale della provincia di Brindisi e la parte meridionale della provincia di Taranto.

Il territorio salentino è caratterizzato da infinite distese di grandi ulivi secolari dal grosso tronco ricurvo, da piante di fico d’india che crescono spontaneamente sia nell’entroterra sia lungo la costa, da mueretti a secco e dalle tipiche costruzioni in pietra dette furnieddri o pajare.

La costa presenta prevalentemente alte scogliere a strapiombo sul mare lungo il versante adriatico e spiagge e basse scogliere lungo il versante ionico. Lungo la costa è possibile ammirare le numerose ed antiche torri di avvistamento, di forma quadrangolare o circolare, costruite nel corso dei secoli a difesa del territorio.

Località balneari e spaigge con sabbia bianca finissima sono disseminate lungo l’intera costa di entrambi i versanti.
Tra le più belle località ti segnaliamo: Campomarino a Maruggio nel tarantino, Punta Prosciutto, Torre Lapillo, Porto Cesareo, Sant’Isidoro, Porto Selvaggio, Santa Caterina, Santa Maria al Bagno, Gallipoli, Torre del Pizzo, Santa Maria di Leuca, Marina di Novaglie, Marina di Andrano, Castro, Santa Cesarea Terme, Porto Badisco, Otranto, Laghi Alimini, Torre dell’Orso, San Cataldo.
Tra le spiagge più conosciute ti segnaliamo: Lido degli Angeli a Punta Prosciutto, Samsara a Gallipoli, Punta della Suina a Gallipoli, Lido Cocoloco a Marina di Ugento, Spiaggia Le Maldive a Marina di Pescoluse, Bagni Marini Archi a Santa Cesarea Terme, Baia dei Turchi a Otranto e Spiaggia Torre dell’Orso.

Per meglio vivere l’atmosfera, i colori e i profumi della costa salentina ti consigliamo un giro itinerante lungo la litoranea ionica e adriatica. Paesaggi, spiagge e scogliere mozzafiato non mancheranno di colpire i tuoi sensi.

San Simone

San Simone

San Simone è una frazione del comune di Sannicola in provincia di Lecce.
Sorge sulla strada che collega Tuglie a Sannicola. Un tempo i centri urbani di San Simone e Sannicola erano nettamente separati e distavano circa 2 km. Attualmente i due paesi risultano sostanzialmente uniti fra loro.
Il centro prende il nome dalla chiesetta di San Simone, presente già nel 1664 e recentemente restaurata e ridata a nuova vita.
Tra il X e XI secolo l’area oggi occupata da San Simone e Sannicola rimase spopolata e i Monaci Basiliani fondarono in quel luogo i loro Eremi in seguito alle persecuzioni dell’imperatore d’Oriente Leone III Isaurico. A difesa del borgo la torre, la cui terrazza presenta alcune feritoie con due posti di osservazione e di difesa usata per il lancio di pietre, di acqua e di olio bollente. Nel lato di ponente si addossa al fabbricato un grazioso portico con archi acuti di epoca medioevale, che conferiscono alla costruzione un elegante aspetto di vero e proprio fortilizio guerresco.

La più remota origine, quindi, va ricercata tra il X e XII secolo percorrendo la storia degli Stabilimenti Basiliani. In prossimità di uno di questi stabilimenti si andarono raggruppando le abitazioni dei contadini dando vita a  quell’agglomerato che poi, fu chiamato San Simone. Che il villaggio sia abbastanza antico è dimostrato dalla presenza di una torre di difesa contro le invasioni dei Turchi, attacchi frequenti nel territorio di Gallipoli, nel corso dei secoli XVI e XVII. Tale torre è ubicata a pochi metri dalla cappella di San Simone sita in Piazza Mercato, il luogo che ospitava l’appuntamento fieristico del 28 ottobre (ricorrenza del Santo) e oggi svolto a Sannicola, il Comune capoluogo e centro che, nel corso dei decenni, ha goduto di uno sviluppo demografico ed economico più ampio.

Dagli archivi storici risalenti al XVII secolo si apprende, con fiero stupore, che gli abitanti di San Simone vivevano fin oltre gli 80 anni di età.  Tale longevità, è da attribuirsi non solo alla robustezza fisica della razza, ma anche ad un metodo di vita sano e, soprattutto, alla salubrità dell’aria che ha reso San Simone luogo di cura indicato dai medici. Si parlò addirittura di costruire, nelle immediate adiacenze della collina, un ospedale con annessa casa della salute.

Ma San Simone si estende in un’area più ampia; infatti, a poca distanza dalla cappella e dal castello, vi è un trappeto ipogeo (frantoio scavato nella roccia) che risulta risalire al 1696, stando all’iscrizione incisa sul muro. Stessa data è riportata sul frontespizio di un’abitazione sita in Via Grumisi. La zona, quindi, è stata abitata sin dai tempi antichi e sicuramente è stata luogo di villeggiatura di aristocratiche famiglie residenti a Gallipoli.

San Simone che nel corso dei decenni ha visto l’aumento della popolazione tanto da avvertire la necessità di costruire una più ampia chiesa parrocchiale, la prima pietra della quale fu posta il 3 Dicembre 1911. La chiesa è stata intitolata a San Biagio, uno dei quattordici Santi Ausiliari, cioè patroni in diverse malattie. Il Santo fu intercessore per la guarigione dalla difterite che causò la morte per soffocamento di molti bambini tra il 1890 e il 1891. La Parrocchia fu istituita negli anni Venti e primo arciprete fu don Giuseppe Imperiale.
A San Simone ci sono anche due Case Religiose: il Monastero delle Carmelitane Scalze e il Convento dei Frati Minori, (Oasi Francescana).
Il Monastero claustrale è stato fondato da Madre Carmela, Maddalena Caterina Aida Piccino, di Gallipoli, avendo ricevuto, nel 1912, la lettera dalla nobildonna francese, Maria Toussaint, la quale chiedeva preghiere, per ottenere, tramite l’intercessione di Teresa di Lisieux, una tanto desiderata grazia e prometteva di devolvere le proprie sostanze per un’opera religiosa Suor Carmela le fece sapere che era suo desiderio erigere un Monastero, intitolandolo a Teresa di Lisieux, per ricordare il famoso miracolo concesso al Monastero di Gallipoli per sua intercessione. Pertanto, nel 1921, portandosi verso villa Ravenna, presso San Simone, per la edificazione del nuovo Monastero, avvenne che prima di giungervi, a poca distanza, avvertendo un intenso profumo di incenso, ebbe subito l’ispirazione di acquistare quel suolo per la costruzione del Monastero e non più la villa Ravenna.
Così il 10 maggio del 1923 fu deposta la prima pietra del Monastero e Madre Carmela, con la sua comunità, ne prese possesso il 29 maggio del 1931.
L’altra casa religiosa di San Simone è l’Oasi Francescana fondata il 23 Novembre del 1913 abitata dai Frati Minori per circa ottanta anni.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale la popolazione di San Simone si aggirava intorno ai 1200 abitanti; aveva avvertito forte il sentimento del patriottismo come dimostrato dal Monumento ai Caduti, oggi gli abitanti di San Simone sono poco più di 800. La popolazione è diminuita dagli anni ’60 per l’emigrazione e ciò ha portato a un mutamento economico, infatti se l’economia , nella prima metà del XX secolo, era prevalentemente basata sull’attività agricola (si produceva grano, biada, legumi, vino, olio e fichi), oggi vede una prevalenza di ortaggi, olio e vino. Soprattutto i vigneti offrono un prodotto di ottima qualità e gli ulivi secolari stupiscono per le loro forme e la squisitezza dell’olio.

Galatone

GalatoneDistanza: 8 km, 13 minuti.
Popoloso centro agricolo che presenta una delle più significative testimonianze di architettura barocca nella penisola salentina: la monumentale chiesa del Santissimo Crocefisso. Davvero imponente la sua facciata, ornata di decori e ricca di statue, nella quale campeggia un finestrone ottenuto con una lastra di pietra artisticamente lavorata. Nella stessa piazza si leva il possente Palazzo Marchesale, e l’ex convento dei Domenicani, edificio cinquecentesco oggi sede del Municipio.Da visitare la chiesa di Maria Santissima Assunta o Chiesa Madre altera e la chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco, nella piazza principale del centro storico.

Il castello di Fulcignano, oggi allo stato rudere, è ciò che resta della roccaforte posta a difesa della città con possenti mura perimetrali spesse ed alte non meno di otto metri a forma di quadrilatero. Testimonianza di antichissimi insediamenti umani è invece il Menhir Coppola, sito in Contrada Coppola ed alto oltre 2 metri e la Torre dell’Alto Lido.

Tra le manifestazioni sicuramente più suggestive e antiche ti segnaliamo, il 4 maggio, i solenni festeggiamenti in onore del Santissimo Crocefisso.

Gallipoli

GallipoliDistanza: 10 km, 15 minuti.
Tradizione, poesia e mistero: questa è la città di Gallipoli. La tradizione delle sue chiese, la poesia del mare, il mistero del reticolo stretto di vicoli e corti oltre alla magia sprigionata dalle sue mura di cinta teatro di numerosissime battaglie. Gallipoli, paese di profumi e sapori che ti immerge in un’atmosfera fra l’antico e il nuovo e ti inebria con la bellezza del suo mare. Il vecchio, intatto nucleo di Gallipoli, costruito su di uno scoglio di origine calcarea, si protende nel mare come adagiato sui riflessi delle acque, sospeso in una dimensione di solare bellezza: sembra un miraggio che nasce dal mare, infatti gli antichi creci la chiamarono “Kalé Polis” (città bella).

Gallipoli è l’unione della città vecchia, sviluppatasi su di un’isola, col Borgo o Città Nuova entrambe collegate da un ponte in muratura. L’area cittadina corrispondente al Borgo è caratterizzata dalla presenza del lungo Corso Roma che costituisce l’asse mediano da cui si irradia regolarmente il reticolo di strade. Prima del ponte si trova la cosiddetta Fontana Greca le cui facciate raffigurano personaggi e vicende della mitologia greca. In fondo al piazzale, situata nel porto, si trova la chiesa di Santa Maria del Canneto. L’antico porto gremito di barche e pescherecci, fu realizzato, su una preesistente fortezza angioina ancora riconoscibile nel torrione poligonale e il magnifico Rivellino. Il possente Castello si fa ammirare nella sua struttura muraria in tufo carparo.

Piazza Duomo, nella città vecchia, è caratterizzata dalla presenza della Torre dell’Orologio, del Palazzo Pirelli, ma soprattutto dalla Cattedrale dedicata alla martire catanese Sant’Agata con la sua grande facciata barocca. Lungo la litoranea si incontrano altre importanti chiese che meritano una visita: la chiesa di San Domenico o del Rosario, la chiesa di San Francesco d’Assisi, la bianca chiesa di Santa Maria della Purità, tipico esempio di barocco locale.

Da non trascurare una visita al Museo Civico dove sono esposti reperti archeologici messàpici e romani, una raccolta numismatica, ceramiche e maioliche settecentesche, oggetti antichi, armi e costumi nobiliari del XVII secolo.

Ti abbiamo segnalato solo alcuni tra i più importanti edifici della Città, non dimenticare però che in ogni via vi sono stupende case o palazzi da ammirare e caratteristiche corti da osservare. E poi il bianco delle sue case, il bianco che abbaglia, su cui si staccano i giardini fioriti ai balconi e alle finestre, come in una corte lusitana, e poi i profumi del mare, l’allegria della sua gente. Ti consigliamo di perderti in questa atmosfera mediterranea, ne rimarrai affascinato!

Se sei da queste parti a fine luglio non puoi perderti i festeggiamenti in onore di Santa Cristina Patrona della città, caratterizzati dalla “cuccagna” e da meraviglioso spettacolo pirotecnico in mare.

Nardò

NardòDistanza: 13 km, 18 minuti.
Il toro raffigurato nello stemma cittadino ricorda la leggenda della sua fondazione secondo la quale sarebbe stato questo animale ad indicare il punto esatto in cui far sorgere la città. Mare, storia e cultura: ecco come potremmo sintetizzare questo percorso nel territorio di Nardò. Con i suoi 23 chilometri di costa, che includono il Parco naturale di Portoselvaggio e la baia di Uluzzo, le marine di Nardò (Santa Caterina, Santa Maria al Bagno e Sant’Isidoro) offrono un paesaggio naturale suggestivo, un mare limpido e pulito, una costa incontaminata che alterna tratti di scogliera a picco sul mare o più bassi e frastagliati, a distese sabbiose.

E’ senza dubbio suggestivo immergersi in un percorso tra Torri costiere, delle quali si segnala in particolar modo Torre del Fiume, comunemente nota come Quattro Colonne, Torre di Santa Caterina, Torre Santa Maria dell’Alto, Torre S.Isidoro, Torre Squillace, e masserie fortificate. La città di Nardò vanta una bellissima Piazza Salandra, circondata da edifici barocchi con archi, balconi, logge, portali con decori. Fra tutto colpisce in particolar modo, la Guglia dell’Immacolata, innalzata nel 1769 come ringraziamento per lo scampato pericolo del terremoto. Sempre nella piazza si possono ammirare il Palazzo di Città, sede della Pretura, il Sedile, la settecentesca chiesa di San Trifone, in onore del santo che liberò la città da un’invasione di vespe. Nella vicina omonima piazza, è situata la chiesa di San Domenico, maggior monumento barocco di Nardò.

meritano una visita il Parco e il Castello dei duchi Acquaviva d’Aragona, oggi sede municipale, la chiesa di Santa Chiara, annessa a un monastero francescano, la chiesa di Santa Maria della Purità, annessa al Conservatorio, e poi la chiesa di Sant’Antonio da Padova. Il principale tempio cittadino è la Cattedrale, che risale probabilmente a una chiesa fondata da monaci bizantini. Nel territorio di Nardò, a due chilometri dal paese, si può visitare la cripta di Sant’Antonio Abate, suggestivo esempio di struttura ipogea con affreschi bizantini.

Acque limpidissime e scogliere selvagge nella sottostante baia di Uluzzo, uno dei punti più affascinanti del Parco, istituito nel 1980 su un terreno sottoposto nel 1952 a un programma di rimboschimento e salvaguardia. Tra le innumerevoli grotte e cavità naturali, la più conosciuta è la grotta del Cavallo, dove sono state rinvenute tracce umane risalenti al Paleolitico.

Galatina

GalatinaDistanza: 18 km, 25 minuti.
Il principale monumento cittadino è rappresentato dalla chiesa francescana di Santa Caterina d’Alessandria, che costituisce anche una delle più alte espressioni architettoniche di tutto il Salento. Per la vastità dei cicli pittorici di tali affreschi, la Basilica di Galatina è seconda solo alla Basilica di San Francesco d’Assisi.

La Chiesa Madre (Chiesa Matrice o Duomo), dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, Santi Patroni e protettori della città, è in pietra leccese e spicca per la nobile facciata barocca.

Grecìa Salentina
Distanza: 21 km, 30 minuti.
Area compresa tra Lecce, Gallipoli ed Otranto, dove esistono ancora oggi forme linguistiche, cultura e tradizioni di origine greca. Essa comprende 9 comuni tra loro poco distanti, anche se una volta l’area in questione era ben più estesa fino a comprenderne più di una ventina. Attualmente i Comuni interessati sono: Melpignano, Calimera, Soleto, Sternatia, Zollino, Martignano, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto e Martano. Kalòs irtate, benvenuti, è il saluto che vi accoglie entrando in questa terra baciata dal sole, diventato l’emblema di ben tre Comuni di questa zona: Soleto, Zollino e Calimera.

A Soleto si erge il campanile guglia di Raimondello, capolavoro dell’architettura gotica meridionale. Nel borgo antico, di stile medioevale, da visitare la Chiesa di Santo Stefano.

Uno dei principali centri della Grecìa Salentina è rappresentato da Corigliano d’Otranto. Qui meritano attenzione la chiesa Madre di San Nicola, il Palazzo Comi e, poco distante, racchiuso nel muro di una casa il cosiddetto arco Lucchetti di ispirazione bizantina.

Maglie

MaglieDistanza: 24 km, 35 minuti.
Nel Salento “andare a fare spese a Maglie” è ormai una tradizione, e proprio questo fattore la fa assurgere a punto di riferimento di tutta la zona a sud del capoluogo leccese. Maglie è altresì caratterizzata da piazze, portici, palazzi e chiese di grande valore artistico che vi consigliamo di scoprire girovagando nel centro antico. Da non perdere la chiesa della Madonna delle Grazie, e il settecentesco Duomo o Collegiata il cui campanile in pietra leccese, alto 52 metri, è considerato uno dei più belli del Salento e ricorda quello del Duomo di Lecce. Maglie è ricordata anche per aver dato i natali ad Aldo Moro al quale dedica la piazza centrale.

Il fiore all’occhiello di questo importante centro è il Museo civico di Paleontogia e Paletnologia Decio De Laurentiis, uno dei più importanti d’Europa, ampliato e trasferito nella nuova splendida sede di palazzo Sticchi-ruberti di.

A pochi chilometri da Maglie sorge Cutrofiano. Questa tappa ti permetterà di visitare il Museo comunale della Ceramica che documenta la lavorazione della terracotta per la produzione dei tradizionali vasi. Alla fine del XIX secolo questa era una delle principali attività artigianali in molti centri, come Gallipoli, Nardò e la stessa Lecce. Oggi è proprio Cutrofiano a legare il suo nome a questo secolare artigianato salentino, grazie alla presenza di botteghe di remota tradizione.

Lecce

LecceDistanza: 36 km, 40 minuti.
Una città che ad ogni passo ti offre la sorpresa di un portale, di un loggiato, di un archetto e di espressioni che gli artisti di altri tempi seppero comporre. Lo stile predominante è il barocco. Da questa sua caratteristica è derivata la denominazione di Firenze del Sud ed il suo patrimonio monumentale lascia ammirati chiunque vi capiti: i complessi di Piazza del Duomo col Palazzo del Seminario, l’Episcopio, la Cattedrale e la Torre Campanaria, la Basilica del Rosario, le chiese di Santa Chiara, San Matteo, le Grazie e la Basilica di Santa Croce che costituisce il più importante monumento dell’epoca.

Ma questi sono solo alcuni dei capolavori del patrimonio monumentale di una città dove la scoperta è continua, passo dopo passo, senza fretta. Non solo per leggere le diverse stagioni di una storia antica tra resti romani e mura rinascimentali, chiese barocche e palazzi, ma anche per accorgersi che ogni ora del giorno sembra regalare scenari diversi, trasformando il capoluogo leccese in un insolito quanto prezioso gioiello di pietra.

Quelli esposti sono solo dei suggerimenti per la visita di questa Città che è anche la città della cartapesta, tecnica antica probabilmente importata da Napoli, che ha prodotto un gran numero di sacre immagini, custodite non solo in chiese, confraternite e conventi, ma anche in case di nobili famiglie, come segno di profonda devozione. Oggi questa forma di artigianato artistico rivive grazie alla presenza di maestri che si rifanno a tecniche antiche e che potrai ammirare visitando uno dei laboratori nel cuore antico della città.

Piazza Sant’Oronzo il cui nome si deve alla statua del santo protettore della città, che svetta alta sulla colonna, innalzata come ringraziamento per lo scampato pericolo dalla peste del 1656. E’ il centro storico della città dove convivono i resti romani dell’Anfiteatro, edifici rinascimentali e palazzi di stile littorio. Molto particolare l’ex chiesa di San Marco, eretta dai veneziani, con un magnifico portale, ravvivato da un evidente leone alato, a testimonianza dei floridi rapporti commerciali che per lungo tempo la Serenissima intrattenne con il capoluogo salentino.

L’Anfiteatro romano rappresenta è una delle più rilevanti testimonianze romane del Salento, di cui restano oggi visibili solo alcune gradinate, separate dall’arena, ed una balaustra ricca di rilievi, che raffiguravano scene di caccia e combattimenti tra animali. Nell’area attorno all’anfiteatro sono venute alla luce anche numerose tombe appartenenti a una vasta necropoli messàpica. All’interno dell’anfiteatro a Natale viene allestito un presepe a misura d’uomo sovrastato da un’enorme cometa; davvero suggestivo.

Gli edifici che ti abbiamo segnalato rappresentano i principali monumenti da visitare quando si giunge a Lecce. Ti consigliamo di vedere anche la chiesa di San Matteo, il Palazzo Adorno, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la chiesa dei Teatini, il Museo provinciale Sigismondo Castromediano dove si trovano reperti di “Rudiae”, città messàpica e poi romana, materiali preistorici rinvenuti a Lecce e in altri centri del territorio, con importanti raccolte di vasi attici e una ricca collezione di ceramiche messàpiche. Una segnalazione particolare merita la Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo, situata fuori le mura al termine di un viale a cipressi, nel Cimitero.

Otranto

OtrantoDistanza: 41 km, 50 minuti.
Situata in un’area indicata come Grecìa Salentina per la presenza di insediamenti, monumenti, dipinti e dialetto ricco di termini di origine greca, Otranto, la più orientale tra le città d’Italia, ha da sempre costituito una sorta di ponte tra l’Italia e il Mediterraneo orientale, oggi è un’importante meta di turisti italiani e stranieri che l’hanno scoperta per la bellezza delle sue coste e per le atmosfere che ha saputo conservare nel suo piccolo centro storico. Racchiuso da possenti mura di cinta fatte costruire dagli aragonesi sulle antiche mura e caratterizzato da strade strette lastricate di pietra viva, racchiuse tra i muri bianchi delle vecchie case.

Si accede attraverso porta Alfonsina che, racchiusa tra due torri cilindriche, è il principale accesso al centro medievale della città, conviene “perdersi” un po’ fra le stradine e le scalinate per assaporare quell’atmosfera suggestiva che caratterizza questo centro non dimenticando poi che ad ogni angolo si aprono scorci e panorami bellissimi.

La Cattedrale, famoso edificio in quanto racchiude il più grande e intatto mosaico sacro di tutto il Meridione. Nella cattedrale sono custodite la cappella dei Martiri, e la vasta cripta. Degni di nota la basilica bizantina di San Pietro, che si può visitare solo su richiesta al custode, e il bastione dei Pelasgi, che offre viste sul porto racchiuso in un’insenatura naturale e sul canale d’Otranto. Sulla città domina Il Castello voluto dagli aragonesi per proteggerla da facili invasioni e che, costruito sui resti di più antiche difese, si presenta come una massiccia costruzione circondata da un ampio e profondo fossato, con tre torrioni e un possente bastione a punta di lancia che si spinge quasi fino al porto.

 

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